La Via Francigena o l’itinerario di Sigerico

Le testimonianze raccontano che nell’anno 990, l’arcivescovo Sigerico viaggiò tra Roma e Canterbury, dove era stato insignito del Pallio dalle mani del Papa.

Nel suo viaggio di ritorno verso Canterbury, l’arcivescovo inglese percorse e descrisse le 79 tappe del suo cammino annotandole in un diario e tracciando quell’itinerario noto a tutti come Via Francigena che, nella nostra parte di Toscana, interessò un’area che si estendeva da Lucca a Pontremoli, passando per Massa e Pietrasanta, fino ad arrivare a Camaiore, attraverso il piccolo paese di Valdicastello per salire su, fino a Lucca.

Quello che qui vi proponiamo di fare è un tratto della Francigena compreso tra il medievale centro di Pontremoli, famoso per le statue stele e quello rinascimentale di Pietrasanta, la Piccola Atene, luogo di lavoro e d’incontro di tanti scultori internazionali.

Si tratta di un’ottantina di chilometri che potrete fare a piedi, in bicicletta o molto più comodamente in auto, ma lentamente, senza fretta, dandovi il tempo per godere delle bellezze naturali delle nostre montagne, colline, laghi, fiumi e mare e soggiornando all’Hotel Giulio Cesare.

Da dove si comincia?

Direi che potreste arrivare a Pontremoli con l’autostrada, magari verso le nove del mattino, e fare subito una bella colazione al Caffè degli Svizzeri, in Piazza della Repubblica, una pasticceria, ancora perfettamente conservata con l’arredamento tipico del primo Novecento, insomma un luogo d’altri tempi, pieno di fascino.
Una volta rifocillati, potreste fare una leggera salita per godervi la visita imperdibile del Castello del Piagnaro,

Photocredit @FacebookCastelloDiPiagnaro

così chiamato, perché il tetto è coperto con le caratteristiche piagne, le lastre di ardesia inchiodate una ad una.

Oggi, una parte del castello ospita il Museo delle Statue Stele, straordinari monoliti antropomorfi, retaggio dei culti solari dell’antico popolo dei Liguri Apuani ed una sosta qui, credeteci, vale veramente la pena.

Finita la visita, con l’animo pieno di storia e di bellezza, è la volta della nostra pancia che reclama cibo buono e locale ed un bel bicchiere di rosso.

E la risposta migliore a questo richiamo viene data dalle due osterie del paese, dove la cucina tipica della zona è di chiara impronta emiliano/ligure, visto che Parma è solo ad una settantina di chilometri, appena oltre l’Appennino, il che rende Pontremoli una Toscana veramente di confine.

All’Osteria della Luna e all’Osteria San Francesco e il Lupo, si mangia bene, si beve vino locale e si spende poco (incredibile).

Dopo pranzo eccovi pronti per visitare la Pieve di Santo Stefano a Sorano di Filattiera,

Photocredit @PievidellaLunigiana

che si trova lungo la Via Francigena, un tempo luogo di sosta e di ristoro dei romei, come si chiamano i pellegrini che andavano a Roma a pregare sulla tomba di San Pietro, ottenendone le relative indulgenze ed il perdono dei peccati.

La Pieve è veramente un edificio unico, realizzato com’è con una tecnica molto particolare, con ciottoli di fiume non squadrati e messi in opera con abbondante malta.

Visitata la pieve, è la volta di Aulla, sempre lungo la Statale della Cisa, la cittadina rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale, resa unica dalla Fortezza della Brunella, che ha avuto per qualche anno come padrone di casa, e signore del feudo di Aulla, Giovanni Dalle Bande Nere, Nipote del Papa Leone X ( Giovanni dei Medici), e padre del primo Granduca di Toscana, Cosimo.

L’edificio è attualmente sede del Museo di storia Naturale della Lunigiana e merita sicuramente una visita.

Ormai si è fatto tardo pomeriggio, è l’ora per voi di tornare ad Aulla e, prendendo l’autostrada in direzione Firenze, uscire al casello Versilia, a pochissimi chilometri dal nostro Hotel Giulio Cesare, dove una camera confortevole ed un’accoglienza calorosa, vi faranno sentire a casa vostra.

Una doccia calda e vigorosa, una seduta nella palestra dell’Hotel per tonificare i muscoli provati dal cammino, o dalle ore in macchina, a seconda della vostra scelta ed ecco che sarete pronti per la cena.

Il Cinquale di Montignoso, la località dove sorge la nostra struttura, è sul mare, lungo la Linea Gotica, un altro dei ricordi tristi dell’ultima Guerra mondiale, ed è un borgo che si sviluppa intorno alla foce del fiume Versilia.

Proprio su una delle sponde con una magnifica vista sul fiume, fantastica al tramonto, c’è il ristorante di “pesce” degli Amici dell’Universo,

Photocredit: @CCN Cinquale.

“walking distance” dall’Hotel Giulio Cesare, dove potrete cenare, innaffiando il vostro fritto misto, abbondante e croccante, con dell’ottimo Vermentino di Luni.

Photocredit @pixabay

Si è fatto tardi e si torna in hotel per passare una notte tranquilla, cullati dal fruscio dei rami di pino.

Al mattino dopo, sveglia sul prestino, diciamo alle otto, per chi è più mattiniero, perché nelle vicinanze dell’Hotel Giulio Cesare, c’è il Lago di Porta, dove è possibile fare una meravigliosa passeggiata ammirando gli uccelli acquatici, che usano questo specchio d’acqua come zona di riposo nelle trasmigrazioni stagionali: i cavalieri d’Italia, le folaghe, gli aironi, le garzette tanto per citarne alcuni.

Fatta una robusta colazione in albergo, deliziati dalle torte e dai pancake di Beatrice, si prende la litoranea, che noi chiamiamo Viale a Mare, sino a Marina di Carrara e da qui si risale il Viale XX Settembre sino a Carrara Centro.

Imperdibili, per la vostra visita a Carrara, saranno il Duomo Romanico e la Piazza Alberica, così come la facciata medievale di Casa Repetti, il tutto a breve distanza l’uno dall’altro.

Da Carrara centro, si sale su verso le famosissime cave di marmo che poco hanno a che vedere con la Francigena, ma molto hanno a che vedere con il nostro territorio, dove Il marmo bianco di Carrara, nelle sue centinaia di diverse gradazioni e qualità viene estratto dai bacini marmiferi, già sfruttati dagli antichi romani: Torano, Fantiscritti e Colonnata.

Qui vi consigliamo di andare direttamente ai ponti sul bacino di Vara, attraversando Miseglia, altro paese di cavatori e di qui ai Fantiscritti, dove una visita alla cava in galleria è obbligatoria.

Portatevi un maglione caldo e avvolgente, perché in galleria ci sono sempre dieci gradi ed in estate fa freddo….

Finita la visita, attraverso un tunnel scavato nella roccia, si passa nel bacino di Colonnata, antica colonia schiavile romana, oggi famosa per il Lardo di maiale, una bontà da gustare con un pezzo di pane casalingo ed un bel bicchiere di vino, come merenda, o pranzo, o forse anche come cena.

Fatta la visita del paese, e dopo una sosta per un bel pranzo in una delle larderie della zona, si torna a Carrara, si riprende il Viale XX Settembre, alla Rotonda del Dunchi, caratterizzata da una grande scultura di marmo caratterizzata da grandi buchi, si gira a sinistra e si prosegue lungo la via Aurelia sino a Pietrasanta.

Photocredit @PasticceriaIlDuomo, by @ClaudioBeduschi.

Ed eccoci nella Piazza del Duomo, bellissima, grande, piena di luce e di marmo bianco, dove la vostra sosta obbligata sarà alla Pasticceria del Duomo, nomen omen,

Photocredit @PasticceriaIlDuomo, by @ClaudioBeduschi.

per un caffè e per un pasticcino che vi farà dimenticare il problema delle calorie.

Qui non potrete mancare le meravigliose bignets al pistacchio, il morbidissimo budino di riso e il pluripremiato panettone, se passate nel periodo di Natale…

Photocredit @PasticceriaIlDuomo, by @ClaudioBeduschi.

Ma è ormai ora di cena, è ora di tornare all’Hotel Giulio Cesare per iniziare una nuova avventura, tutta da vivere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *