Beethoven e la Versilia

Nella serata del prossimo sabato, il 3 luglio, nella magnifica piazza degli aranci a cui fa da proscenio il bellissimo Palazzo Ducale, si terrà un concerto eseguito dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta dal Maestro Zubin Metha, direttore onorario a vita del Maggio Musicale Fiorentino, con alle spalle una lunga carriera nelle migliori orchestre del mondo.

L’evento, organizzato dal Comune di Massa, vedrà su un palcoscenico allestito per l’occasione, 150 artisti, tra coristi, orchestrali e solisti che eseguiranno la “Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra Op.125” del maestro Ludwig Van Beethoven.

Musica all’aperto che farà storcere un po’ il naso ai puristi del suono ma sorridere di gioia chiunque voglia vivere un’esperienza sotto le stelle fatta di grande musica in una cornice straordinaria, quella creata dalla piazza degli Aranci, così detta per le numerose piante di Melangolo, o arancio amaro, che ne descrivono il perimetro e che è il fiore all’occhiello della città di Massa.

Una piazza sulla quale troneggia il magnifico palazzo ducale, detto comunemente Palazzo Rosso, a causa del colore rosso pompeiano della facciata, iniziato a costruire da Alberico Cybo Malaspina, Marchese di Massa nel 1563 e che deve la sua attuale sistemazione agli interventi architettonici del geniale architetto Alessando Bergamini che ne pensò anche l’inusuale colore.

Un connubio straordinario tra l’impianto architettonico del sito e la presenza di un grande della musica Zubin Metha, nato Bombay, nel 1936, da una nobile famiglia di religione Parsi, figlio d’arte, che sin da bambino, come per ogni enfant prodige che si rispetti, ha diretto sin da giovanissimo le principali orchestre sinfoniche di tutto il mondo, dai Wiener Philharmoniker, ai Berliner Philharmoniker alla Chicago Symphony Orchestra. Direttore stabile dell’Orchestra del Maggio Fiorentino, sino dal 1986, nel 2015, ne è stato dichiarato Maestro Onorario a Vita.

Con Firenze, dove trascorre un lungo periodo ogni anno, e con la Toscana, il direttore ha un rapporto molto stretto essendone diventato un vero e proprio ambasciatore nel mondo.

La monumentale Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125 è l’ultima tra le sinfonie composte da Ludwig van Beethoven.

Il grande maestro tedesco aveva concepito l’idea di scrivere due sinfonie di dimensioni e carattere insoliti, una delle quali puramente strumentale, l’altra con l’intervento del canto. A questi due progetti se ne aggiunse un terzo, che dà unità e compimento al lavoro con la resa in musica dell’Ode alla Gioia di Friedrich Schiller. La libertà politica e di pensiero, essenza della Gioia illuminista e concetto cardine dell’ode schilleriana, era infatti un tema assai caro a Beethoven che aveva fatto propri quegli ideali permeati di laica religiosità e di slancio universalistico di cui racconta nel suo Inno.

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