Dante in Val di Magra

Fui chiamato Currado Malaspina
Non son l’antico, ma da lui discesi
A’ miei portai l’amor che qui raffina

Risalire la Val di Magra rievocando il mondo feudale arroccato nei tanti castelli dei Malaspina, nei loro diversi rami dinastici, seguendo le peripezie, i personaggi, gli intrecci ed i conflitti di cui Dante fece un’esperienza diretta soggiornando in questi luoghi nei primi anni dell’esilio, è l’esperienza che potrete vivere durante la vostra prossima vacanza Covid free, all’Hotel Giulio Cesare, www.hotelgiuliocesarecinquale.com.

La presenza di Dante in Lunigiana è citata in un atto notarile del 6 di ottobre del 1306, che egli firmò come rappresentante di tre dei Malaspina del ramo dello Spino Secco (l’altro ramo della famiglia era quello dello Spino Fiorito): Corradino, Franceschino e Morello, per porre fine ad una lunga controversia che li contrapponeva al Vescovo di Luni, Alberto Nuvolone della Camilla.

Il fatto è confermato dal ritrovamento, a metà del ‘700, da parte del marchese Manfredi di Terrarossa, di due atti molto importanti: la procura di Franceschino Malaspina e l’atto finale della pace, documenti che a detta di eminenti studiosi sono: “La scoperta più importante sull’esilio di Dante”.

In base a questi atti possiamo affermare senza ombra di dubbio che il 6 ottobre del 1306 Franceschino Malaspina di Mulazzo, sulla pubblica piazza della Calcandola di Sarzana, nomina l’Alighieri suo procuratore nelle trattative di riappacificazione col vescovo di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla e che, subito dopo, “in ora tertia” Dante si reca a Castelnuovo, nel palazzo vescovile, dove stipula la pace che risulterà favorevole ai Malaspina.

Facciamo un itinerario dei luoghi danteschi in Lunigiana, iniziando appunto da Castelnuovo, percorriamo via Dante, una strada in salita che dalla chiesa conduce al palazzo vescovile, fatto costruire dal Vescovo Enrico da Mugello nel 1273, di cui rimangono due torri, una quadrata e l’altra tonda collegate da un muraglione, sul quale è possibile osservare un medaglione con l’effige del poeta ed una sottostante scritta che ricorda il suo passaggio qui.

Da questa parte il colle su cui è disposta la cittadina si apre con un’ampia vista della Val di Magra.

Photocredit: @SateBoshianPest

Photocredit @LunigianaCoins.

Da Castelnuovo estrema propaggine della Liguria, ci spostiamo verso la Toscana.Il borgo di Fosdinovo è dominato dall’imponente castello a pianta rettangolare rafforzato ad ogni angolo da quattro torri rotonde.

Fosdinovo by #MatteoCallone

L’attuale sistemazione della fortezza, sorta probabilmente nel XII secolo, si deve a Spinetta Malaspina, del ramo dello Spino Fiorito, sostenitore di Arrigo VII, l’Alto Arrigo di dantesca memoria, che quasi sicuramente ebbe modo d’incontrare Dante alla corte di Cangrande della Scala, signore scaligero, di Verona.Il castello contiene la stanza dove, secondo una leggenda, il poeta avrebbe dormito nel 1306. Una leggenda, come molte altre, che ruotano intorno al Castello di Fosdinovo, storie di fantasmi, cani ululanti nella notte, fanciulle murate vive nelle segrete del castello. Tutto da sperimentare… in prima persona.

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Castello di Fosdinovo Photocredit: #SlavinaBahchelova

Dopo esserci goduti il magnifico panorama della sottostante vallata e sul Mar Ligure è l’ora di procedere verso Aulla, dominata dalla cinquecentesca fortezza della Brunella, fatta edificare da Giovanni dalle Bande Nere, il generale mediceo, nipote del papa e padre del primo granduca di Toscana, Cosimo.

Photocredit: #LunigianaCoins

Da Aulla a Villafranca, dove Dante fu quasi sicuramente ospite, nel munito Castello di Malnido, ora diroccato, ospite di quel Corradino, il cui zio Corrado, Dante ricorda nel Purgatorio, uno dei firmatari della famosa delega per le trattative di pace con il vescovo di Luni.

Castello di Malnido Photocredit by #AdrianoGiorgi

Questo incontro extra terreno offre a Dante l’occasione di lodare l’intera stirpe dei Malaspina, che di fronte al mondo corrotto, “Sola va dritta e ‘l mal cammin dispregia”.

Il castello lunigianese di Corrado, farà da sfondo, nella generazione successiva a quella di Dante, ad una delle novelle del Decamerone di Boccaccio, la II della VI giornata, una storia di un matrimonio contrastato che alla fine trova un happy end proprio grazie a Corrado Malaspina.

Nel castello di Villafranca distrutto a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, troviamo l’unico ricordo dantesco: un monumento in marmo bianco a pieno corpo del poeta, posto all’interno del telaio di una porta, in simbolico riferimento alla discesa infernale della prima cantica.

Photocredit: #LunigianaCoins

Per concludere il nostro itinerario Dantesco, non ci resta che raggiungere Il Castello Di Giovagallo, attualmente una frazione del comune di Tresana, di cui era signore Moroello Malaspina.

Moroello fu il Malaspina con cui Dante ebbe il rapporto più stretto tanto da dedicagli l’Epistola IV.

Secondo una tradizione accreditata dal Boccaccio, che fu il primo biografo di Dante, sarebbe stato proprio Moroello a convincere Dante a continuare la Commedia, dopo che il Poeta, gli aveva fatto leggere i primi sette canti dell’Inferno.

Sempre secondo Boccaccio, l’intera cantica del Purgatorio sarebbe stata da Dante dedicata allo stesso Malaspina.

Del castello di Giovagallo oggi non rimane che un pezzo di torrione, perso i un bosco, alla fine di un sentiero appena percettibile, qui abitò Alagia dei Fieschi, la moglie genovese di Moroello alla morte del marito, gran dama, che Dante fa elogiare dallo zio Papa Adriano V, al secolo Ottobono Fieschi, che nel purgatorio la loda come indenne dalla malvagità della sua casata,

“Nepote ho di là ch’hanome Alagia
Buona da sé, pur che la nostra casa
Non faccia di lei per essempro malvagia;
e questa sola di là m’è rimasa”
Purg. XIX 142-145

Museo dantesco a Barbarasco
Fotocredit : #LunigianaCoins

Un commento di “Dante in Val di Magra

  1. L’italia è straordinaria, possiede queste micro regioni, spesso un po dimenticate, cariche di storia e di tradizioni. La Lunigiana è la nostra Scozia, irta di castelli e piena di leggende, oltre che di ottimo cibo …. Sicuramente luoghi da visitare più e più volte.

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