La favola del lago

C’era una volta, in un piccolo paese della montagna, vicino (ma non vicinissimo) all’Hotel Giulio Cesare, un lago, che tutti conoscevano con il nome di Lago di Vagli.

Il lago era piccolo ma profondo, pieno di acqua limpida e fredda ed era circondato da una meravigliosa micro regione, fatta di alte montagne, che tutti conoscevano con il nome di Alpi Apuane, tra cui le bellissime cime delle Panie, quella detta Secca, quella della Croce e quella di Corfino. Chiamate così perché sembrano vere e proprie penne di roccia che si stagliano maestose contro il cielo.

La regione dove il piccolo lago si trovava e si trova, si chiama Garfagnana, piena di montagne e di boschi millenari di castagni, di abeti e di faggi a seconda delle varie quote d’altitudine. Boschi, valli e torrenti sempre forniti d’acqua durante tutto il corso dell’anno ed ogni tanto qualche trota che salta piena di vigore e di muscoli, da un sasso all’altro dei torrenti.

Come nacque il lago: un giorno arrivò l’uomo e decise che uno di questi torrenti, il torrente Edron, dovesse servire a fornire energia elettrica alla comunità e ne interruppe il corso per costruire una diga.

Era il lontano 1941 e la diga doveva servire ad alimentare una importante centrale idroelettrica, ma la terribile, sanguinaria, Seconda Guerra Mondiale, interruppe il progetto.

Ripresi dopo la guerra, i lavori della diga terminarono nel 1947, fu realizzato uno sbarramento di 65 e poi di 92 metri. Venne così creato il più grande invaso artificiale della Toscana, con una dimensione di 34 milioni di metri cubi d’acqua.

Un piccolo, grande mare di acqua dolce che però, dovette occupare il posto di alcuni graziosi borghi, quello di Pantano, Piari e Fabbriche di Careggine, con gli abitanti costretti ad abbandonare le proprie case nel paese.

Fu un momento triste nella valle. Lasciare le proprie case, i luoghi che ci avevano visti crescere e formare le nstre famiglie, fu terribile.

Il giorno che arrivò l’acqua, piangevamo tutti, ma sapevamo che era per un bene superiore: la comunità ed andammo a vivere in case nuove, con nuovi giardini e nuovi vicini.

I borghi diventarono un villaggio fantasma sommerso dalle acque del lago, con i muri delle case ancora parzialmente intuibili dall’alto della diga ed il campanile della chiesa la cui cuspide emerge ancora in mezzo al lago.

Ed oggi?

Oggi, per le necessarie attività di manutenzione, il lago viene svuotato con frequenza regolare, ogni circa 20 anni e così riaffiorano le rovine di quello che è ormai noto a tutti come il “paese fantasma” risalente al 1270, in epoca medievale, dove i fabbri ferrai provenienti da Brescia, che lavoravano il ferro estratto dal Monte Tambura, venivano a vivere e a lavorare in così grande numero da trasformare un aggettivo in un cognome ed oggi i cognomi Bresciani e Verona sono tra i più diffusi della zona.

A causa del Covid, il nuovo svuotamento del lago, (l’ultimo è stato effettuato nel 1994), che era stato previsto per il 2020, è stato rimandato al 2023, quindi tra poco meno di due anni sarà possibile camminare per le strade del borgo fantasma di Fabbriche di Careggine, immaginando di ascoltare il rumore delle fucine e dei magli che nel rinascimento lavoravano il ferro.

Ma mentre aspettiamo di rivedere il borgo fantasma, la zona ci invita ad una escursione meravigliosa da fare in giornata partendo dal Cinquale e mentre si sale in macchina, dalla diga al paese di Vagli di Sotto, potremo costeggiare il lago per oltre 4 Km, con bellissimi scorci panoramici sul paese e sulle montagne circostanti.

Una breve passeggiata facile ed adatta a tutti ci farà conoscere il promontorio su cui si arrocca l’antico borgo che culmina con la chiesa romanica di San Regolo. La passerella pedonale lunga 122 m, progettata nel 1953 dall’ingegnere Riccardo Morandi, collega Vagli di Sotto con la località Vaiano, unica zona balneabile del lago e punto di arrivo del Volo dell’Angelo. Gli appassionati di pesca trovano qui un’area a regolamento specifico con punti attrezzati e aree picnic. Il ponte a funi sospeso, dedicato ai Marò del Battaglione San Marco, collega le due sponde del lago, offrendo un insolito punto di vista sull’ antico borgo di Vagli di Sotto arroccato sul promontorio.

Una nuova esperienza da vivere in famiglia durante il vostro soggiorno all’ Hotel Giulio Cesare.   www.hotelgiuliocesarecinquale.it.

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