La vendemmia in Versilia

Il Vermentino ed i suoi fratelli: il vino tra costa ligure e quella Apuo Versiliese con un occhio alla vendemmia del 2020 come occasione per un week end in Versilia.

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La costa Apuo Versiliese, storicamente non è mai stata terra di vino.
La Versilia era terra di ulivi e di olio, sin dai tempi del governo granducale dei Lorena, il piccolo territorio arrivava a produrre 70.000 barili di olio, cioè molte tonnellate di prodotto.
Il vino invece era poco e di non grande qualità, purtroppo.
Nel comune di Seravezza, era rinomato quello della collina di Ripa e, tra Massa e Carrara, il Candia, un vino bianco dolce e mosso, ricavato soprattutto da uve di malvasia amabile, importate in Italia nel rinascimento da profughi greci dell’isola di Creta, allora detta Candia, in fuga dall’occupazione ottomana.
In questa zona le viti erano e sono coltivate sulle colline che si trovano ai piedi delle Alpi Apuane, verso sud, che guardano il mare e che ricevono quindi il sole anche per riflesso dallo specchio di mare. Questa intensa illuminazione favorisce lo sviluppo della vite, e la perfetta maturazione dell’uva.

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In queste piccole zone la produzione è sempre stata veramente modesta e non sufficiente neppure a soddisfare le esigenze del consumo locale, ma, intorno agli anni ottanta del novecento nella vicina Liguria è iniziata una vera e propria rivoluzione, che ha portato alla creazione di un brand quella del Vermentino di Luni, un vitigno, da sempre coltivato oltre che nei comuni dello spezzino, anche nel territorio della bassa Lunigiana, nei Comuni di Podenzana, Aulla e soprattutto nel comune di Fosdinovo, nei cui territorio sono localizzate le aziende più prestigiose.
Dopo anni di implementazione e promozione, Il Vermentino dei Colli di Luni ha ottenuto il D.O.C. nel 1989 e da allora non si è più fermato, aumentando di anno in anno di produzione, qualità, fama e successo commerciale.
Il Vermentino è il vino del mar Tirreno, in esso, tutto ricorda questo splendido mare e le sue coste rocciose: il sale, la brezza, la macchia mediterranea, il profumo degli agrumi, che formano i sapori e i profumi di questo vino che piace a donne e a uomini allo stesso modo, sfatando la leggenda che il vino bianco è un vino per donne.

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Il suo è un vitigno che ha attecchito in quello che potremmo definire il suo triangolo delle Bermuda che tocca Sardegna, Liguria e Toscana del Nord.
Sulla scia di questo grande successo, molti appassionati tra Carrara e Massarosa hanno iniziato a coltivare la vite ed a produrre il vino.
Tra Massa e Carrara la tradizionale produzione del Candia D.O.C. ha subito una forte incremento, il vino bianco ricavato da uve albarola, trebbiano toscano e malvasia ha cominciato ad essere prodotto secondo criteri moderni ottenendo grandi attestazioni di gradimento e riconoscimenti importanti dal mondo dell’enologia ufficiale.
Anche nei comuni di Montignoso, Seravezza e Pietrasanta si sono create aziende vinicole, che hanno cominciato a rivitalizzare vecchie tipologie di vitigni locali pressoché dimenticati o a produrre vini da invecchiamento usando vitigni internazionali come il merlot vinificato in purezza.
Così anche la Versilia è diventata e diventerà sempre di più una terra di vino oltre che di olio, rinvigorendo una tradizione che già all’inizio del cinquecento portava il sommo Michelangelo a lodare la bontà del vino bianco prodotto in questa zona apprezzandone il “bicchiere tondo”.
Ora è tempo di vendemmia, la vendemmia del 2020, una vendemmia che complice il mutamento climatico e le nuove tendenze, viene di anno in anno anticipata.
S’inizia con i vini bianchi da spumante, l’uva è molto bella e sana, la scarsità delle piogge ne ha diminuito la produzione, si stima del 15%, in favore della qualità del vino prodotto.
Il vermentino verrà raccolto intorno alla metà di questo mese di settembre, trattandosi di un’uva bianca vendemmiata tardivamente. Dopo sarà la volta di Merlot e Syrah e poi arriveranno i vitigni tardivi come Sangiovese e Canaiolo.
È quindi il momento giusto per prenotare un weekend all’Hotel Giulio Cesare per poter partecipare a questa esperienza e sentire il profumo del nuovo vino che nasce.

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