Settembre andiamo… è tempo di funghi in Versilia

La (Alta) Versilia ed i funghi vivono da sempre un rapporto d’amore.

Non tutti amano il sole d’agosto, le lunghe giornate passate in spiaggia a prendere il sole o a nuotare nello splendido Tirreno, alcuni vanno alla ricerca di cieli tersi, aria pulita, colori e suoni che solo un bosco può offrirti e la Versilia è in grado di accontentare entrambi, grazie alle Alpi Apuane ricche di vegetazione, boschi cedui e sempre verdi, dove l’afa non esiste e il passeggiare diventa trekking.

Chi ama il mese di settembre, ricerca panorami puliti, spiagge tranquille e percorsi fatti di salite e discese.

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Chi ama il mese di settembre, spesso ama andare per boschi, alla ricerca di funghi, una passione per molti, un passatempo per alcuni.

Ecco che il mese di settembre e quello di ottobre offrono agli ospiti dell’Hotel Giulio Cesare Cinquale, un momento di vacanza fatto di scoperta, di passeggiate e di raccolta del prezioso bottino che la natura ci offre.

In zona, in questo periodo, comincia a delinearsi una “Persona Tipo” che scruta con impazienza il cielo, o per i più tecnologicamente dotati, che compulsa i vari siti di previsioni metereologiche aspettando in maniera spasmodica le prime piogge, che puntuali, ogni anno, benedicono la Versilia con acquazzoni refrigeranti che nascono dalla famosa rottura dell’Anticiclone delle Azzorre.

L’anticiclone si sa, piazzandosi in mezzo al Mar Mediterraneo, blocca tutte le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico, garantendo oltre un mese di tempo stupendo e quando si rompe, di solito alla fine di agosto, imponenti masse di aria fredda e umida s’insinuano sotto la coltre di aria calda determinando grandi acquazzoni su tutta la costa e sulle Alpi Apuane, distanti dal mare meno di una decina di chilometri in linea d’aria.

L’acqua bagna il sottobosco, innescando le spore dormienti e dopo circa una settimana cominciano a nascere i primi funghi, i tanto sospirati porcini, i boletus, detti comunemente morecci, boletus edulis, perché di cappello più scuro, tendente al marrone con venature rossicce.

I primi porcini nascono sotto le scope, l’erica scoparia, e sotto i castagni. Ogni raccoglitore di funghi, ogni fungaiolo, ha i suoi posti, segretissimi, raggiungibili solo dopo ore di cammino, seguendo sentieri impervi, posti che non condivide con nessuno, geloso com’è del suo bottino.

Di solito la caccia al tesoro inizia ad ore antelucane, con levatacce alle prime luci dell’alba, tutto allo scopo di arrivare sui terreni di raccolta prima di tutti gli altri.

Questi improbabili Indiana Jones dell’Alta Versilia, si vestono di solito con tute mimetiche e cappelli da commandos, ma l’unica arma che imbracciano, per fortuna, é il cesto di vimini in cui riporranno amorevolmente il prezioso raccolto.

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I più scrupolosi sono armati oltre che dell’immancabile coltellino con cui staccare i funghi dal terreno, anche con un pennello per pulirlo al momento della raccolta, spargendone le spore su terreno in modo da favorire una futura raccolta.

I più preparati oltre che i porcini raccolgono gli ovuli, cioè le Amanite Cesaree, i funghi degli imperatori romani, con qualche pericolo, perché questi funghi soprattutto nel momento iniziale, quando sono ancora allo stato di ovuli, possono essere facilmente confusi con altri tipi di amanita, come la Phalloide o la Verna, che sono velenosi ed a volte mortali, quindi, se non siete grandi esperti, attenzione, e prima di mangiare, o cucinare i vostri funghi fateli controllare da un esperto o dalla Asl locale.

In settembre è ancora è possibile raccogliere le rosselle, Lactarius deliciosus, dette anche sanguinacci, per il caratteristico colore e i galletti o gallinacci, Cantharellus Cibarius.

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Infine, le ultime, in ordine di tempo ma non di bontà, potrete raccogliere le mazze di tamburo, Macrolepiota procera, da mangiare rigorosamente cotte, pena una bella corsa al pronto soccorso più vicino.

La maggior parte della produzione dei funghi, destinata in genere a rifornire durante la stagione di raccolta, cioè da settembre a novembre, le decine di trattorie o ristoranti di cui è punteggiata la nostra zona pedemontana, e quelli della Versilia costiera, è effettuata dagli abitanti dei paesi dell’alta Versilia e della Garfagnana, la sub regione più interna, divisa dalla prima dalla Galleria del Cipollaio dove potrete recarvi con la vostra macchina, oppure nei paesini di Stazzema, Cardoso, Pruno, Volegno, circondati da splendidi boschi.

Ricordate però che molti abitanti di queste zone, ottengono dall’annuale raccolta dei funghi, nota come la “cerca”, un sostanzioso contributo al reddito, il che ha determinato da parte dei comuni di residenza, l’emanazione di regolamenti molto restrittivi e la richiesta dell’autorizzazione per andare a raccoglierli.

Ma non vi preoccupate, durante il percorso, troverete dei casottini in legno all’interno dei quali, un rappresentante del Comune o una guardia forestale vi rilascerà la vostra “licenza di caccia per funghi”, dopo il pagamento di una moderata tassa.

Come tutti sappiamo, il destino dei funghi è quello di finire nel piatto: fritti, in umido, accompagnati con sostanziose porzioni di carne arrostita o da belle fette di polenta, oppure essiccati per diventare ingrediente prezioso che arricchisca il vostro ragout invernale.

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Non c’è quindi bisogno di andare negli Stati Uniti per ammirare il foliage del New Jersey, non c’è bisogno di fare lunghe ore di aereo per ammirare i boschi più belli del mondo e appropriarsi di un rapporto con la natura andato perso nel periodo della Quarantena o nella nostra vita quotidiana, ecco che la Versilia, durante il periodo autunnale vi offre, una bella occasione per fare bellissime passeggiate nei boschi, osservandone il magnifico foliage, riempendosi i polmoni di aria pulita, e magari tornando a casa con qualche fungo con cui preparare un buonissimo risotto.

Cosa ne dite? Settembre, andiamo, è tempo di prenotare 😊

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